“Matera si muove” chiede una nuova legge elettorale regionale con collegi uninominali ed abolizione del listino per dare più voce alle tante lucanie

12 ottobre, 2017 13:57 |

Il movimento politico Matera si muove chiede una nuova legge elettorale regionale  con collegi uninominali ed abolizione del listino per dare più voce alle tante lucanie. Di seguito la nota integrale.

La politica regionale deve ricercare e  provocare una discussione ariosa e plurale –  con ed al di là delle forze politiche attualmente presenti in Consiglio Regionale – sul tema della legge elettorale regionale.
In questi giorni da ultimo  abbiamo letto gli interventi di Boccia e Lacorazza  sul tema. Quasi tutti, e non solo loro, sembrano  dichiararsi  favorevoli all’abolizione del listino dei bloccati  o “nominati” . Ed anche noi lo siamo.
Ma in tutte le proposte fino ad oggi lette o formalizzate  si insiste soprattutto su  taluni aspetti non di minor importanza, per carità,  quali il diritto alla  rappresentanza delle forze politiche, la governabilità, la necessità che l’eletto sia espressione diretta  del corpo elettorale. Tutti principi che vanno senza alcun dubbio affrontati e risolti in un progetto di riforma.
Ma accanto a questi, noi riteniamo che vi sia un’altra problematica tutta lucana  che va  affrontata  in quanto storicamente e politicamente  mai risolta.
Il dibattito costituzionale e quello sulle regole del “gioco” non può  prescindere dall’affrontare e risolvere il “tema esiziale” della futura sopravvivenza  della stessa Regione Basilicata  trovando fondamento materiale sulla necessità di sancire  un “Nuovo Patto di unità Regionale”. Questo nuovo Patto  deve  sostanziarsi  in una  legge elettorale  che realizzi  il principio della   “rappresentanza-rappresentatività “delle tante Lucanie spesso così differenti e lontane tra loro, e  che a causa dei  sistemi elettorali vigenti  vengono soggiogate ed emarginate  dalle  logiche centrali dei capoluoghi.
Ecco perché proponiamo l’ adozione di un sistema di elezione del prossimo Consiglio Regionale basato sulla elezione diretta del Presidente della Giunta ma armonizzato  con la elezione dei 20 consiglieri regionali eletti in rispettivi  20  collegi uninominali in cui suddividere le  tante” Lucanie “ di Regione.
Un giusto equilibrio e sintesi : l’ unita istituzionale e politica  regionale interpretata dalla elezione diretta del Presidente della Giunta  e la “rappresentanza-rappresentatività “ dei tanti territori differenti e distanti tra di loro  interpretati  dagli eletti consiglieri regionali eletti nei  rispettivi collegi uninominali di provenienza .
I 575000 elettori lucani aventi diritto nel 2013 verrebbero così suddivisi grosso modo in  collegi uninominali da 26000/28000 elettori circa. Il che vorrebbe dire sempre con approssimazione che Potenza (58000 elettori ) verrebbe suddivisa in 2 collegi, 2 collegi uninominali anche a Matera con i sui 49900 elettori e con l’accorpamento- per esempio -dei 9000 circa elettori di Montescaglioso.

Ed ancora a titolo meramente esemplificativo si potrebbe prevedere  Collegio per esempio di Melfi –Lavello o Melfi-Rionero ,quello  di Pisticci -Bernalda o quello di Policoro-Scanzano-Nova Siri. Una Commissione elettorale allargata ai Sindaci sarebbe l ‘organismo tecnico politico deputato alla miglior identificazione  razionale dei collegi territorialmente omogenei.
Ma a parte la certezza della rappresentanza territoriale dei due capoluoghi di provincia  anche le altre aree  lucane  geograficamente e non solo  distantissime tra di loro avrebbero una nuova e  significativa rappresentanza costituzionalmente e quindi politicamente  garantita.
Ma non è soltanto una questione di rappresentanza  dei territori in termini numerici. Vi è soprattutto l’aspetto della “rappresentatività a “Potenza”, nel Consiglio regionale, di  quei territori medesimi  e del loro accresciuto “peso politico” attraverso   i  propri consiglieri eletti  e strettamente legati più al territorio del collegio che ai Partiti e /o  ai movimenti  di appartenenza .
Un simile sistema elettorale suddiviso in  collegi  uninominali   riduce  il peso e le influenze dai giochi delle segreterie regionali  di partito e non privilegiano scelte che devo necessariamente essere in sintonia con il comune sentire dell’ opinione pubblica dei territori.
Mette al centro le qualità dei candidati che debbono raggiungere in prima battuta il 50% più uno dei voti del collegio o riuscire a coagulare, in un eventuale  ballottaggio, consensi ancor più ampi nelle comunità . Sarebbe praticamente  impossibile eleggere consiglieri regionali con appena 700 voti come è accaduto ed accade con il sistema ancora vigente .
La valenza politica riformatrice ed innovatrice di questo sistema basato sui  collegi uninominali viene  integrata  nel  procedimento elettorale  ,infatti ,della previsione di un eventuale ballottaggio tra i primi due candidati che non dovessero raggiungere la soglia del 50% più uno dei voti. Questo indurrebbe, in caso di ballottaggio, alle liste, ai partiti e movimenti di aggregarsi per fare sintesi e dare una voce il più possibile unitaria  innanzitutto al proprio territorio.

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