E’ morto il senatore Domenico “don Mimì” Pittella, il padre del governatore lucano Marcello e del senatore Gianni. Cordoglio mondo politico

15 aprile, 2018 11:15 |

E’ deceduto in mattinata nella sua casa di Lauria all’età di 86 anni il senatore Domenico Pittella, il padre del governatore lucano Marcello e del senatore Gianni. I funerali si terranno lunedì 16 aprile 2018 alle ore 15,30 nella chiesa di San Nicola di Lauria Superiore.

Alla famiglia Pittella le condoglianze della redazione di SassiLive e del direttore responsabile Michele Capolupo.

Scomparsa Don Mimì Pittella. Il cordoglio della Rettrice dell’Università della Basilicata, Aurelia Sole

La Rettrice dell’Università della Basilicata, Aurelia Sole, esprime, a nome dell’ateneo, sincere condoglianze alla famiglia Pittella per la scomparsa del Senatore Domenico Pittella”.

Scomparsa Don Mimì Pittella. Il cordoglio di Braia

Partecipo con profondo e condiviso dolore alla dipartita del caro papá Mimì. Conosco bene il vuoto che la perdita di un padre provoca nella vita di ogni individuo, in particolare se ne ha rappresentato costantemente un punto di riferimento insostituibile in tutte le scelte della propria vita. Al presidente Marcello, a Gianni e alla famiglia Pittella mi sento di esprimere personale affetto, dando conforto convinto che gli insegnamenti e i valori ricevuti si moltiplicano con l’assenza fisica e rimangono presenti e indelebili per sempre.
Con la scomparsa di don Mimì, va via un pezzo della storia della nostra terra.

Scomparsa Don Mimì Pittella, il cordoglio di Giovanni Angelino, responsabile provinciale Verdi

A nome dei Verdi della provincia di Matera mi associo al dolore che ha colpito il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella e il senatore Gianni Pittella per la scomparsa del caro padre, Domenico Pittella, “don Mimì” per i suoi amici.
Il senatore Domenico Pittella è stato un punto di riferimento del Partito Socialista Italiano in Basilicata e con la sua scomparsa la nostra terra perde uno dei suoi protagonisti.

Scomparsa Don Mimì Pittella, il cordoglio di Maria Cristina Pisani (Psi): “Era un uomo delle istituzioni. Condoglianze a Marcello e all’amico Gianni”

“Con Domenico Pittella se ne va un uomo delle istituzioni, un medico generoso, una tra le personalità più rilevanti della nostra Regione e della scena politica nazionale”. Così Maria Cristina Pisani, portavoce del Psi, ricorda Domenico Pittella, ex Senatore del Psi, morto stamane a 86 anni nella sua casa di Lauria (Potenza). Pisani aggiunge: “Sempre disponibile e attento, è stato anche per la nostra città di Lauria un punto di riferimento importante. Una persona perbene. Un galantuomo, a cui mi lega il ricordo di una grande e sincera amicizia con mio nonno e con persone a me care. Voglio dedicare un pensiero di sincera vicinanza alla famiglia per questa dolorosa perdita, a nome mio e di tutto il Psi, partito con cui Mimì ha condiviso gran parte del suo impegno politico”- ha aggiunto la portavoce del Psi. “Alla moglie, ai figli di cui era punto di riferimento, a Marcello – ha aggiunto Pisani riferendosi al presidente della Regione Basilicata – e all’amico Gianni” – ha proseguito Pisani citando l’ex capogruppo S&D al Parlamento europeo, ora Senatore, che lo lega alla Portavoce del Psi da una storica amicizia di famiglia. “Un abbraccio anche ai nipoti Domenico e Ludovica”-ha concluso.

Scomparsa Don Mimì Pittellail cordoglio di Giordano (Ugl Basilicata)

“Appresa la triste notizia del decesso del papà Domenico, agli amici Gianni e Marcello rivolgiamo il nostro più sincero e sentito affetto in questo triste ed indimenticabile momento sapendo quanto gli erano legati e lo choc che questa scomparsa causa ad entrambi”.
A testimonianza di tale sentimento è il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano.
“Ed è tanto più doloroso perché nessuno potrà sostituire la persona che amavano, qualunque parola si usi per aiutarli a sopportare questa inammissibile assenza. Vorremmo perciò semplicemente dire alla famiglia Pittella, all’amico Presidente Marcello e al Senatore Gianni che, condividiamo il loro dolore e di vedere questa prova trasformarsi, non in un impossibile oblio ma – conclude Giordano – in una serenità ritrovata poiché il corso dell’esistenza termina ineluttabilmente un giorno, anche se si desidera sempre che questo accada il più tardi possibile”

 

domenico pittella

La biografia di Domenico Pittella (fonte Wikipedia)
Domenico Pittella è nato a Lauria il 7 febbraio 1932 ed è morto a Lauria il 15 aprile 2018. E’ un ex politico italiano, senatore per il Partito Socialista Italiano dal 1972 al 1983.

Nato a Lauria da Giovanni, farmacista del paese, e da una maestra delle scuole elementari oriunda di San Chirico Raparo, Domenico è il secondogenito e unico maschio di quattro figli. A causa della sua vivacità caratteriale, abbandona presto il collegio di Napoli dei Gesuiti e fa ritorno in paese dove completa gli studi elementari e si prepara privatamente per quelli della scuola media, conseguendo poi il diploma a Salerno nel 1945. Prosegue gli studi al liceo di Castrovillari e, una volta diplomato, inizia a lavorare come infermiere in uno studio di Lauria. Nel 1956 si laurea in medicina e chirurgia a Napoli.

Nel 1957 si sposa a venticinque anni con Laurita, dalla cui unione nascerà, l’anno dopo, il figlio Gianni, il quale diventerà deputato del Parlamento italiano nella XIII Legislatura ed eurodeputato; poi, nel 1962 nasce anche il secondo figlio Marcello (che diventerà presidente della regione Basilicata).

Si avvicina alla politica nel 1968, supportando alcuni consiglieri comunali del Partito Comunista Italiano che risulteranno eletti. Si fa dunque benvolere negli ambienti della politica locale e si candida personalmente alle elezioni regionali in Basilicata del 1970 dalle quali uscirà consigliere con un largo consenso (5 300 voti solo nel suo comune).

Alle elezioni politiche italiane del 1972 si candida quindi, per il Partito Socialista Italiano, al Senato della Repubblica: nel collegio di Lagonegro ottiene il 26,4% dei voti, dietro a Bonaventura Picardi (DC) che ottiene il 46,2%; entrambi vengono quindi eletti senatori. Alle successive elezioni del 1976 nel medesimo collegio ottiene il 25,0%, giungendo questa volta terzo, ancora una volta dietro a Bonaventura Picardi (DC, 41,0%) nonché a Luigi Grezzi (PCI, 26,5%), ma risultando per un tecnicismo l’unico dei tre eletto. Viene quindi riconfermato per la terza volta alle elezioni del 1979, quando ottiene il 28,0% contro il 40,6% di Anzilotta che non risulta eletto.

Il caso Ligas
La carriera politica di Domenico Pittella è interrotta da una vicenda giudiziaria nella quale risulta coinvolto in un’associazione sovversiva e partecipazione a banda armata per aver messo a disposizione delle Brigate Rosse la sua clinica di Lauria, in cui curò nel 1981 senza redigere un referto la terrorista latitante Natalia Ligas, ferita alla coscia in un conflitto a fuoco di tre settimane prima (19 giugno), durante il quale la Ligas aveva attentato alla vita dell’avvocato difensore del terrorista pentito Patrizio Peci. Inoltre Pittella è accusato d’aver elaborato con le BR un piano per rapire Ferdinando Schettini, vicepresidente della giunta regionale della Basilicata.

La storia è diffusa dalla stampa nazionale solo nel 1983, all’avvio della campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 1983, poiché, secondo le dichiarazioni successive dello stesso Pittella, s’intendeva favorire, nell’eventualità di una vittoria del Partito Socialista Italiano, l’ascesa di Bettino Craxi alla Presidenza del Consiglio dei ministri; l’ex senatore viene quindi arrestato il 4 ottobre e sconta i primi due anni e nove mesi di detenzione tra il proprio domicilio e il carcere di Regina Coeli; dopodiché ottiene la libertà condizionale. Nel frattempo (1984) è espulso dal PSI e la sua casa di cura privata messa in vendita alla Regione Basilicata. Il processo d’appello, svolto tra il 1989 e il 1990, conferma la sentenza di condanna alla pena di dodici anni e un mese di reclusione, di cui quasi tre già scontati e altri due condonati.

In attesa della sentenza definitiva della Corte di cassazione e dopo l’espulsione dalla Lega Meridionale, di cui era stato presidente onorario, decide di creare un nuovo movimento; quindi il 7 maggio 1991 costituisce a Roma la Lega Italiana assieme ad altri sodali, tra i quali spicca la figura del capo della loggia massonica P2 Licio Gelli[9]. Successivamente si coalizza con altri movimenti, tra cui il Fronte del Sud e la Lega Nazional Popolare di Stefano Delle Chiaie e Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse, e costituisce una lista elettorale chiamata Lega delle Leghe, vicina agli ambienti di destra del Movimento Sociale Italiano, con cui si presenta alle elezioni del 1992: si candida sia al Senato, nel collegio di Lagonegro, in cui ottiene solo il 12,6% dei voti, sia alla Camera, nella circoscrizione Potenza–Matera, in cui ottiene 4 881 preferenze, non sufficienti per essere eletto.

Alla condanna definitiva della Corte di Cassazione, sentenziata nell’ambito del processo Moro ter il 10 maggio 1993, si rende irreperibile fuggendo in Francia.

L’anno 1996 la Ligas rende una dichiarazione a Carlo Taormina difensore di fiducia di Pittella affermando che quest’ultimo non aveva “nulla da spartire” con l’organizzazione delle Brigate Rosse, che era completamente estraneo alle B.R., che il contatto con lei era stato dovuto esclusivamente al soccorso prestato per motivi umanitari.

Dopo quasi sei anni di latitanza in territorio francese (si ricordano le città di Parigi, Nizza e Cagnes-sur-Mer) e nel Belgio, decide di costituirsi al carcere di Rebibbia il 28 aprile 1999. Il debito con la giustizia italiana, poi ridotto di un terzo per grazia parziale concessa il 18 novembre 1999 dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e già in parte saldato (cinque anni circa), è estinto tramite l’affidamento ai servizi sociali nell’anno 2002.

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