La neve congela New York e blocca per due giorni nell’aeroporto JFK anche una famiglia materana

10 gennaio, 2018 18:09 |

La neve può mandare in tilt anche un aeroporto di una metropoli come New York a tal punto da far saltare i voli della compagnia aerea Delta Airlines dall’aeroporto JFK per tornare a Matera, con evidenti disagi per chi ha vissuto in prima persona questa esperienza. Protagonista di questo spiacevole episodio anche una famiglia materana che aveva scelto New York per festeggiare il proprio matrimonio, l’imprenditore Antonello Suglia e sua moglie Lilly Verrascina, pronti a condividere momenti emozionanti nella “Grande Mela” insieme alla figlia Luna. A denunciare l’accaduto su SassiLive è Antonello Suglia.

“Son partito in viaggio di nozze con la mia neo-moglie Lilly Verrascina e la figlia Luna per goderci il capodanno 2017 nella fantastica Grande Mela. Tutto come previsto: grandi emozioni, grandi scenari, fantastici divertimenti, anche se avvolti da un gelo polare che davvero ci tagliava il viso e non solo. Le temperature infatti erano sempre a -10 gradi con picchi anche fino a – 18 gradi. Una forte nevicata registrata domenica 4 gennaio aveva depositato a terra non più di 30 cm di neve, una situazione che in apparenza sembrava abbastanza normale!. Scenario incantevole, il tutto indimenticabile, così come il viaggio di ritorno nel giorno successo.

Prendiamo un taxi lunedì 5 gennaio per raggiungere l’aereoporto JFK da Manhattan e da quel momento cominciano i problemi. Strade ghiacciate, neve dappertutto, automobilisti in panne e traffico delirante. La durata del trasferimento da Manhattan all’aeroporto JFK circa due ore!!! Disorganizzazione e conseguente caos da paese del terzo mondo. Finalmente raggiungiamo l’aereoporto attenti a non cadere in mezzzo al ghiaccio ed alla neve immersi in un vento gelido che ti toglieva il respiro. Dopo l’imbarco c’è il check-in. Quindi raggiungiamo il gate alle 17,30 mentre il volo è previsto alle ore 20 ora locale. Sembrava tutto pronto ma da subito il time-table dell’aereoporto
comiciava a segnalare ritardi di ora in ora senza motivazione alcuna, senza sapere di fatto a che ora poi si potesse ripartire. Accanto a
noi era in attesa persino l’equipaggio del 767 che ci avrebbe dovuto riportare a casa. Anche loro senza alcuna notizia da parte degli
addetti. Tutti abbiamo atteso invano il Boeing che mai è arrivato. Alle 23 ore locali l’equipaggio ritorna a casa e noi passeggeri siamo rimasti letteralmente abbandonati. La scena era apocalittica: tutti buttati per terra in attesa di notizie che mai sono arrivate per spiegare il ritardo e per farci sapere quando saremmo ripartiti. Nessuna assistenza, nessun ristoro, neanche una bottigilietta di acqua, nè tantomeno un ricovero alberghiero pr affrontare la notte. L’odissea è proseguita fino alle 18 del giorno successivo, quando siamo riusciti a ri-prenotare un volo che ci ha riportato finalmente a casa. Tutto ciò nella più totale indifferenza sia del personale di terra sia delle varie figure di polizia presenti nel terminal 4, che mai ci ha rassicurati, confortati o comunque in qualche modo supportato. Questa la nostra triste e dura esperienza in un paese che evidentemente pensa solamente a fare politica ed a gestire complicati rapporti internazionali finalizzati poi a conflitti bellici e similari. Questa è ” l’altra faccia” dell’ America o verosimilmente la vera faccia. Se avessimo avuto un malore nell’aeroporto JFK o ci fosse accaduto qualcosa di spiacevole probabilmente sarebbe passato come pura normalità nella più totale indifferenza. Voglio ricordare che con noi c’erano onne con bambini neonati che hanno dovuto bivaccare sui pavimenti del terminal per giornate intere, senza un minimo di cure o di attenzioni, senza alcun minimo ristoro ed in condizioni igieniche precarie….purtroppo dispiace dirlo ma anche questa è New York!”

Michele Capolupo

La fotogallery dell’aeroporto JFK di New York con i passeggeri abbandonati (foto www.SassiLive.it)

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