Pane quotidiano: Sguardo Contemporaneo a Matera nei Musei di Palazzo Lanfranchi e Domenico Ridola

12 ottobre, 2017 15:44 |

Sabato 14 ottobre 2017 si terrà in tutta Italia la 13^ Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI_Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, a cui aderisce ormai dal 2011 anche il Polo Museale della Basilicata che per la X Edizione del 2014 – l’anno in cui Matera fu proclamata Capitale della Cultura 2019 – chiamò Gianluca e Massimiliano De Serio, artisti torinesi ma di origini lucane che lavorano soprattutto con il cinema, a tenere un laboratorio dedicato al Museo casa comune della cultura, luogo di incontro di storie ed esperienze.

Pane quotidiano è il titolo dell’immagine guida creata per l’edizione 2017 dall’artista Liliana Moro: una scritta semplice, realizzata con timbri tipografici su fondo bianco, che richiama l’attenzione sull’alimento base di tutti i giorni. Due sole parole che compongono un messaggio essenziale che rimanda anche ad un alimento simbolo del nostro territorio appulo-lucano [il pane di Matera e il pane di Altamura].

Facendo leva sul parallelo tra pane e cultura, il lettering di Liliana Moro ci parla del nutrimento per eccellenza che diventa elemento di vita, sopravvivenza e crescita per l’individuo e per l’intera società: cibo per il corpo ma soprattutto per la mente, con cui alimentare la nostra esistenza.
Il Polo Museale della Basilicata da anni è impegnato a sostenere l’arte contemporanea e a contribuire in questo modo al percorso di Matera – Basilicata 2019.
Diverse sono state le iniziative promosse negli anni passati. Ne ricordiamo solo alcune: prima fra tutte il Periplo della Scultura Contemporanea [2012] con l’esposizione a Palazzo Lanfranchi di opere Giuseppe Capitano ed Emanuele De Ruvo inserite all’interno dei percorsi espositivi; la mostra delle Patamacchine [2013] e le successive installazioni realizzate dalla Luna al Guinzaglio – Salone dei rifiuti che hanno avuto il merito di contribuire a diffondere una nuova sensibilità sul riciclaggio di oggetti dismessi; il nuovo allestimento delle sale dell’arte contemporanea dedicate a Luigi Guerricchio con i Paesaggi e le misurazioni di Mario Cresci [2015].

Due gli appuntamenti in programma per l’edizione di quest’anno: alle ore 18.00 presso la sala conferenze del Museo Archeologico Domenico Ridola, Armando Sichenze e molti dei sedici architetti, appassionati di fotografia, che hanno collaborato alla pubblicazione del volume Architetture clandestine. Viaggi nelle 131 Città-Natura della Basilicata [Edizioni Giannatelli], dialogheranno con gli studenti dell’Università e tanti amici impegnati nel dar voce all’immenso e diffuso patrimonio culturale della nostra regione.
Scrive il curatore nella prefazione al volume: «.. viviamo tempi difficili in cui l’architettura che vuole legarsi all’abitare, cioè alla vita, è costretta a nascondersi in una sorta di clandestinità. Da qui il titolo di questo volume per lo speciale significato che certe volte assumono le cose più segrete di questo mondo».

Alle ore 21.00 presso il Museo di Palazzo Lanfranchi, nell’ambito di un progetto artistico condiviso con i fratelli Massimiliano e Gianluca De Serio, artisti filmaker ormai di casa nel nostro Museo, sarà proiettato l’ultimo loro film I ricordi del fiume, presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia nel 2015 e da lì partito per un lungo e fruttuoso giro in altri festival.
I De Serio vanno a esplorare con la macchina da presa il Platz, baraccopoli sulla riva del fiume Stura a Torino, prima che tutto venga spazzato via: è stato annunciato lo smantellamento di quella città nella città e dunque si tratta di fissarne, attraverso il cinema, la memoria prima della distruzione. Sono mille e più persone a vivere in quella comunità cresciuta su se stessa secondo proprio leggi e proprie infrazioni alla legge, tra clandestinità, visibilità e invisibilità. Vita e vite di margine.
«Ci chiedevamo come fosse lì dentro. Che cosa ci fosse innanzitutto. Ci incuriosiva perché è un luogo che abbiamo visto crescere. Prima era un piccolo insediamento di poche baracche, poi nel giro di dieci anni si è ingrandito fino a diventare una città labirinto».
L’opera sarà presentata da Massimiliano De Serio che condurrà, come già nel 2014, un piccolo laboratorio per presentare anche il progetto in corso in coproduzione con il  Polo Museale nell’ambito del nuovo film che gli artisti stanno per realizzare tra Basilicata e Puglia e che affronterà, ancora una volta, il tema degli invisibili e il problema dell’esclusione sociale di migranti, rifugiati, nuovi cittadini.

All’interno di questa cornice, a Palazzo Lanfranchi [h. 10.00 – h17.30] si svolgerà la giornata di studio # 10 – Matera. MiBACT per la fotografia: muove strategie e nuovi sguardi sul territorio, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con la collaborazione del Polo museale della Basilicata e della Fondazione Matera – Basilicata 2019.
La giornata di studio affronterà il tema dei “paesaggi materiali e immateriali”.
«L’evoluzione tecnologica dell’ultimo ventennio ha permesso l’individuazione di nuove frontiere del reale e nuovi paesaggi del nostro quotidiano, determinando la nascita di complessi sistemi culturali, economici e politici e la proliferazione di intere città e caleidoscopi sociali.
Questa realtà è diventata oggetto privilegiato di indagine, racconto e progettazione: architettura, design e arti visive hanno sviluppato pratiche dispositivi utili alla documentazione e alla progettazione di realtà digitali, elaborando una solida iconografa del paesaggio immateriale».

Il Polo Museale partecipa a questo importante momento di discussione e confronto sulla fotografia esponendo nuovamente nella Sala Levi le principali mostre fotografiche prodotte negli anni passati: Mario Carbone, Viaggio di Carlo Levi in Basilicata [tutte le foto esposte riguardano Matera] e la permanente dei soggetti ripresi da Carlo Levi nel telero Lucania ‘61; Nico Colucci, Paesaggi probabili; Luca Centola, Appunti post Apocalittici; Mario Cresci, La cura, che fa parte della grande mostra Forse fotografia.

Come per le precedenti edizioni, l’ingresso al Museo di Palazzo Lanfranchi, dove è prevista anche l’apertura prolungata fino alle ore 23.00, è gratuito.

giornata contemporaneo

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