Talk “Energia vitale dell’arte” con Claudio Strinati ha concluso la tappa di Matera della campagna “Italia in Classe A” di Enea

11 gennaio, 2018 18:36 |

La tappa di Matera della campagna nazionale “Italia in Classe A” di Enea si è conclusa nel pomeriggio a Casa Cava con il talk “Energia vitale dell’arte” che ha coinvolto Claudio Strinati, storico e critico d’arte fra i più noti in Italia, pronto a dialogare con Antonio Disi, ricercatore ENEA, il docente universitario Nicola Cardinale, il presidente della Fondazione Sassi Vincenzo Santochirico, l’artista Giorgia Fincato e il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri. Un incontro promosso per raccontare l’efficienza energetica attraverso l’insolito binomio composto da “Arte” e “Energia”. In occasione di questo evento è stata anche presentata l’opera “Archeologia del tempo” dell’artista Giorgia Fincato.
Architettura, Arte ed Energia a Matera, patrimonio Unesco, città dove Memoria, Conservazione, Tutela e Innovazione divengono le parole chiave in un processo di mutamento culturale, comportamentale e scientifico. La rigenerazione – è stato sottolineato durante il dibattito –  va abitata in un contesto efficiente e sostenibile, dove arte, architettura, energia, storia del territorio diventano elementi fondamentali per chi governa e programma la città.
“Nell’appuntamento a Matera – ha precisato Strinati – vogliamo sottolineare l’organizzazione familiare del lavoro artistico nel Rinascimento che ha fatto scuola in tutto il mondo. L’operosissima e fervida bottega di questi scultori ha lasciato nel corso del Cinquecento mirabile prova di sé nella Cattedrale, una delle più importati di tutto il meridione d’Italia e d’Europa. Ecco un caso di gigantesca produzione di energie creative che ha plasmato una mentalità e una storia. Classicissime queste opere e nel contempo permeate di quello spirito popolare che è una sorta di filo conduttore per tante vicende della nostra arte, oggi sempre più affievolita per una vera e propria dispersione di tale fulcro energetico. Fulcro che scompare in contrappunto con la scomparsa di quella tipologia di popolo che ha vissuto sulle arti,sui mestieri, sui commerci e che una estensiva globalizzazione sta sempre più cancellando. Uscendo dalla cattedrale si va percorrere quella zona, popolare per antonomasia, che è costituita dai due famosissimi Sassi di cui vogliamo ricordare il degrado antico e la vigorosa rinascita moderna, un auspicio universale per tutta la vita e l’energia d’Italia”.

La riflessione sull’Energia della Natura e dei Comportamenti e delle Scelte che l’uomo adotta per la definizione e utilizzo delle tecnologie è stata approfondita attraverso l’arte di Giorgia Fincato, che ha presentato a Matera un’opera di 5 metri realizzata su carta giapponese. Si tratta di scritture emotive, segni e vuoti della memoria rappresentate da una linea continua che si sviluppa su più piani prospettici, simbolo di una evoluzione in nome della tradizione e della continuità.

Con il presidente della Fondazione Sassi si è discusso del ruolo dell’arte pubblica o arte partecipativa, che non è propriamente una novità di questi ultimi anni, ma un aspetto ricorrente nella storia delle arti del Novecento. Un fenomeno che nasce dalla drastica rottura del paradigma mimetico della rappresentazione così come si era codificato nella modernità, a partire dalla svolta umanistico rinascimentale. Da selettiva e autonoma, l’arte diventa inclusiva: tutto può trovarvi spazio, ogni soggetto, ogni oggetto, ogni registro stilistico ed espressivo. In questo senso cambia anche il modo in cui l’arte si rapporta con la società e, parallelamente, la società con l’arte, nel senso di un reciproco sconfinamento fra arte e vita: l’arte diventa patrimonio creativo della società e ne assorbe e rielabora tutti i bisogni e le aspettative, in una prospettiva che da molti è stata ripetutamente definita etica e democratica. L’azione estetica si configura sempre più come strumento collettivo di cambiamento della società, di riappropriazione e rimodulazione degli spazi pubblici: una modalità partecipativa per ripensare l’intero ecosistema urbano della vita comunitaria e delle relazioni, per riprogettare la tutela e l’utilizzo dei beni comuni. Un processo creativo in cui sono chiamati in causa direttamente autore e fruitore, artisti e cittadini, ma anche scienziati e decisori politici che nella tecnologia trovano risposte non solo per ricostruire, ma per tutelare e conservare. L’ENEA ha una lunga lista di tecnologie volte alla valorizzazione dei beni culturali e dei siti UNESCO, dagli strumenti per il monitoraggio energetico, ai laser per la diagnostica avanzata, alle protezioni e sensori antisismici e batteri per il bio-restauro, e tra gli obiettivi della sua ricerca e sviluppo in questo settore ci sono in particolare la riduzione dei consumi e delle spese di energia, la diagnosi dello stato di salute dei beni artistici e la loro tutela a rischio di deterioramento o sismico.

La fotogallery del talk con Claudio Strinati e dell’opera d’arte di Giorgia Fincato (foto www.SassiLive.it)

 

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