Festa “Meno Uno” per Matera 2019, Fondazione traccia il bilancio e svela il costo dell’evento. Smentito anche Sgarbi

22 gennaio, 2018 19:07 |

 

Ha avuto un grandissimo coinvolgimento e apprezzamento del pubblico la festa collettiva del “Meno Uno” svoltasi il 19 e 20 gennaio con cui Matera ha avviato il conto alla rovescia verso il 19 gennaio 2019, data della cerimonia inaugurale dell’anno da Capitale Europea della Cultura, e che ha dato il via al grande cantiere culturale di preparazione al 2019.

Nelle due giornate sono affluite in Piazza Vittorio Veneto oltre 6000 persone, con punte di 3500 persone durante i momenti più spettacolari della due giorni: il primo nella giornata del 19 con la scalata da parte del climber Antoine Le Menestrel, sonorizzata da Max e Ninja dei Subsonica, della grande architettura in cartone di oltre 1000 chili, ispirata prevalentemente alla chiesa di San Pietro Caveoso, ideata dall’artista Olivier Grossetête e costruita grazie alla collaborazione di tutti i cittadini che, mattone dopo mattone, hanno fatto si che la struttura potesse arrivare fino a 19 metri di altezza. Il secondo momento più seguito è stato nella giornata del 20 gennaio, con l’abbattimento e la distruzione della grande struttura, smontata dagli stessi cittadini che l’avevano costruita, affinché ciascuno di loro potesse averne un pezzo da portare con sé e da far rinascere a nuova vita, proprio come avviene per il Carro della Festa della Bruna, emblema della tradizione materana. L’intreccio fra la dimensione locale e quella europea della performance ha avuto la sua massima espressione nella consegna di un pezzo della struttura, il rosone centrale della chiesa, da parte di Antoine Le Menestrel a Raffaele Pentasuglia, l’artista materano che realizzerà il Carro per la festa del prossimo 2 luglio.

I due momenti performativi hanno fatto da cornice alla presentazione pubblica, nella mattina del 20 gennaio, di metà del programma culturale del 2019, che sarà realizzato da 27 project leader selezionati all’interno della scena creativa lucana. Un momento di confronto con il pubblico, animato da due voci della radiofonia italiana, Filippo Solibello di Radio 2 e Doris Zaccone di Radio Capital, per far conoscere alla comunità i progetti che per il 2019 verranno prodotti direttamente sul territorio con la collaborazione di partner nazionali e internazionali. I progetti abbracciano diversi temi come il rapporto tra suono silenzio, l’architettura e l’ambiente, il superamento del concetto di limite, le emozioni e la memoria, la questione ecologica, il cibo e la tradizione del pane, la vergogna, il patrimonio euro-mediterraneo, il recupero degli antichi saperi e dei miti, i migranti e le migrazioni, attraversando diversi linguaggi, dalla musica al teatro, dal cinema al gioco urbano, dalle arti di strada allo sport.

Quanto ai numeri, sono stati 1300 i cartoni utilizzati per costruire l’architettura, 480 i rotoli di scotch impiegati per unire i 500 mattoni in cartone, realizzati nel corso dei laboratori svoltisi per 8 ore al giorno, dal 15 al 18 gennaio e che hanno visto coinvolte circa 600 persone fra studenti di 7 scuole fra medie e superiori della città, il corso di Laurea in Architettura del Dicem dell’Università degli Studi della Basilicata e 12 associazioni del territorio. A queste si aggiungono le tante professionalità del territorio contrattualizzate per la realizzazione dell’evento. Il budget complessivo dell’evento è di 102.000 euro netti, di cui il 50% per le prestazioni artistiche. Insieme al Comune di Matera si sta procedendo ad effettuare i conteggi relativi al riciclo dei materiali utilizzati.

La partecipazione del pubblico è stata ampia non solo dal vivo, ma anche attraverso i social network, grazie al lavoro svolto dal team dei volontari digitali di Matera 2019, con la pubblicazione di migliaia di post, video, foto fatta direttamente dal pubblico. La strategia adottata dal team digitale di Matera 2019, incentrata prevalentemente sui social network Facebook e Instagram per l’impatto altamente visivo dell’evento, ha portato ad avere numeri importanti sul web: più di 100 mila persone raggiunte con le dirette Facebook e più di 2 mila condivisioni dei contenuti dalla pagina Facebook di Matera 2019, centinaia di stories su Instagram e 67 mila persone raggiunte, circa 1000 tweet sull’evento.

Apprezzabile il contributo dei partner privati a partire da Tim che ha sostenuto la comunicazione dell’evento, di Coldiretti e Di Leo che hanno distribuito i propri prodotti. Tra le presenze più apprezzate, quella dei giocatori dell’Olimpia Basket che hanno coinvolto il pubblico e aiutato nella fase di costruzione della grande architettura.

«L’evento del “Meno Uno” è stato un primo momento di straordinaria sintonia tra la produzione culturale di dimensione europea e una capacità tutta locale di appropriarsi del progetto e di sentirlo quale parte integrante della propria tradizione, ha spiegato la Manager Culturale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Ariane Bieou».

«Un ringraziamento – ha sottolineato la Presidente della Fondazione, Aurelia Sole – va rivolto a tutta la macchina organizzativa, in particolare ai responsabili della sicurezza e alle forze dell’ordine coinvolte, che hanno consentito uno svolgimento senza intoppi della manifestazione.»

Dal comunicato ufficiale della Fondazione Matera-Basilicata 2019 si apprende che il costo complessivo dell’evento è stato di 102 mila euro, praticamente la metà della cifra diffusa sui social secondo cui sarebbero stati spesi 200 mila euro. Nella “fake news” è cascato anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che è arrivato a Matera per seguire dal vivo l’evento che ha previsto la costruzione di una chiesa di cartone con tanto di campanile da parte dell’artista francese Olivier Grossetête, poi distrutta il giorno successivo dai cittadini materani.

Di seguito il post su facebook con tanto di video dello strappo dell’opera d’arte di cartone diffuso da Vittorio Sgarbi sul suo profilo facebook.

Vittorio Sgarbi: “Come sperperare il denaro pubblico. Per “festeggiare” l’avvicinarsi del 2019, quando Matera sarà “Capitale europea della cultura”, hanno dato incarico a un “artiscuncolo” francese, tale Olivier Grossetête, di costruire un castello di cartone perché poi la gente potesse buttarlo giù. Costo dell’operazione e di tutto il corollario di preparativi: 200 mila euro”.

Michele Capolupo

Di seguito nella foto di www.SassiLive.it Filippo Solibello di Radio 2 e Doris Zaccone di Radio Capital, Ariane Bieou e Paolo Verri e il post su facebook di Vittorio Sgarbimeno uno (38)

sgarbi post

 

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2 commenti

  1. 4 mesi  

    bruno

    Complimenti. Davvero bravi avete risparmiato 98.000 euro rispetto a quanto detto da Sgarbi.
    Avete speso 102.000 euro. Se avreste comprato l’equivalente in carta igienica, i cittadini di Matera sarebbero stati più contenti, ne sono certo!