Fondazione Matera 2019 presenta l’Open Design School e mostra progetto di Gakutoshi Kojima per Concorso Internazionale Sassi di Matera nel Casino Padula: report e foto

10 febbraio, 2018 11:59 |

Presentato ufficialmente in mattinata nel Casino Padula, la nuova sede della Fondazione Matera-Basilicata 2019 ad Agna Le Piane l’Open Design School, uno dei progetti pilastro di Matera 2019, un laboratorio di sperimentazione interdisciplinare con il compito di progettare e realizzare le infrastrutture di servizio necessarie all’attuazione del programma culturale del 2019 a Matera e in Basilicata.

All’incontro con i giornalisti hanno partecipato l’assessore alle politiche sociali Mariangela Liantonio, don Basilio Gavazzeni e due rappresentanti della Fondazione, Rossella Tarantino, manager sviluppo e relazioni e Rita Orlando, responsabile dei progetti, che ha ricordato ancora una volta quali sono le finalità dell’Open Design School. “L’Open Design School è un laboratorio di progettazione e produzione per gli allestimenti che serviranno nel 2019 per ospitare gli spettacoli culturali che saranno realizzati in occasione dell’anno in cui Matera sarà capitale europea della cultura. Per questa scuola sono stati selezionati 16 professionisti, provenienti per 1/3 dalla regione, 1/3 dall’Italia e 1/3 dall’estero, già a lavoro da circa un mese. Ci sono architetti, ingegneri, designer, cartografi, grafici e artigiani, alcuni anche provenienti dall’estero. Questi professionisti hanno avviato una mappatura della città e della regione Basilicata che si concluderà il prossimo 8 marzo. Si tratta di un lavoro tecnico ma che prevede anche una parte emozionale per realizzare una open street map che offrirà i dati della cartografia urbana e regionale e restituirà una narrazione diversa della città di Matera e del territorio regionale.

La scelta di trasferire l’attività della Fondazione in questi spazi è legata a un contenzioso tra due ditte che si sono alternate nell’esecuzione dei lavori di ristrutturazione presso il Palazzo del Casale, nei rioni Sassi. Una scelta condivisa con l’Amministrazione Comunale di Matera, rappresentata dall’assessore Mariangela Liantonio: “Questo è un centro polifunzionale di quartiere destinato a famiglie, bambini e ragazzi. Viene assegnato provvisoriamente alla Fondazione ma l’Amministrazione intende avviare il bando per la gestione. Un luogo chiuso attirava in questi mesi tanti vandali, finalmente con questa scelta il Casino Padula sarà fruito anche dalla comunità e dai cittadini del quartiere e dell’intera città”.

Don Basilio: “E’ una decisione calata dall’alto perchè di solito quando si assegna un sito provvisoriamente poi viene occupato per anni. Mi auguro che non sia questo il caso”.

Rita Orlando: “Il Casino Padula coinvolge un luogo, le persone e le attività della Fondazione”.

L’inaugurazione dell’Open Design School nella nuova sede della Fondazione Matera 2019 coincide con l’inaugurazione della mostra sul progetto di Gakutoshi Kojima per il Concorso Internazionale per la sistemazione dei Sassi di Matera del 1974.

Le tavole per il progetto di Gakutoshi Kojima furono inviate nel 1974 in occasione del Concorso Internazionale per la sistemazione dei Sassi di Matera ma arrivarono sfortunatamente fuori tempo massimo per prendervi parte.

Il progetto dell’architetto giapponese precorre l’idea di rendere i Sassi di Matera un teatro comune, immaginando gli ambienti naturali dell’antico rione come palco per diversi tipi di eventi.

Nel lavoro di ricerca e catalogazione degli spazi che ospiteranno i progetti culturali di Matera2019, l’Open Design School trova ispirazione in queste tavole e nel loro scrupoloso lavoro di catalogazione degli spazi e di un attento studio sul loro possibile impiego come anfiteatro, sala d’orchestra o proscenio.

Kojima oltre ad analizzare gli ambienti cittadini, propone uno studio su strutture modulari, antesignani della filosofia “open”, ovvero elementi aggregativi che trovano la propria versatilità nella capacità di adattarsi facilmente agli spazi complessi ed irregolari dei Sassi.

La Fondazione propone alla visione dei cittadini queste tavole, che per il loro valore culturale, rappresentano una base ed un esempio di lavoro e ricerca per l’attuazione dei progetti di Matera 2019.

L’attività della Fondazione Matera 2019 è partita in mattinata con due workshop che coinvolgono gli studenti del Liceo Artistico “Levi” di Matera: quello di Progettazione partecipata ed allestimento dello spazio esterno e quello sull’Autocostruzione e assemblaggio di una Camera Lucida.

Nel pomeriggio, dalle 15:00 alle 17:00, ci saranno invece due workshop aperti a tutti: uno sempre sulla Progettazione partecipata ed allestimento dello spazio esterno, l’altro su “Bike maintenance: impariamo a riparare una bicicletta”.

Alle 18:30 ci sarà poi il momento dedicato alla presentazione pubblica dei progetti a cui sta lavorando Open Design School; saranno presenti, insieme a tutto il team di lavoro, Joseph Grima, Direttore Scientifico dell’Open Design School, Rossella Tarantino, Manager Sviluppo e Relazioni della Fondazione Matera Basilicata 2019, la project Manager Rita Orlando e Mariangela Liantonio, Assessore alle politiche sociali del Comune di Matera.

In questa occasione, i cittadini potranno visitare gli spazi interni del Casino Padula adibiti in parte al co-working e in parte a laboratorio, partecipare ai workshop, conoscere i progetti, scoprire il calendario di attività aperte al pubblico, fra laboratori, passeggiate, manutenzione del verde, che saranno messe in campo nelle prossime settimane per rendere tale luogo vivo e attivo, a disposizione della comunità.

Michele Capolupo

Matera 2019, presentata a Casino Padula l’Open Design School, uno spazio aperto alla comunità

Si è svolta questa mattina presso il Casino Padula, nel quartiere di Agna le Piane a Matera, la presentazione alla stampa di Open Design School, il laboratorio di progettazione e realizzazione degli allestimenti necessari per gli appuntamenti di Matera 2019, pensati per durare nel tempo e rimanere a disposizione della città.

Come ha spiegato Rita Orlando, Project Manager di Open Design School, nel laboratorio è al lavoro dall’8 gennaio un team selezionato attraverso un bando pubblico internazionale, costituito da 13 professionisti – fra architetti, designer, ingegneri, artigiani, fotografi – più tre collaboratori – 1 esperto di comunicazione e 2 lab manager – provenienti per 1/3 dalla Basilicata, 1/3 dal resto d’Italia e 1/3 dall’estero (Brasile, Olanda, Germania, Grecia) divisi in due workshop: quello su palchi e allestimenti in spazio pubblico e quello sulla mappatura dei luoghi di Matera 2019.

Quest’ultima attività, che si concluderà l’8 marzo, sta prendendo in esame i luoghi di Matera ma anche del resto della Basilicata dove poter realizzare gli eventi di Matera 2019, selezionati sulla base delle esigenze emerse sia da parte dei project leader lucani che durante i sopralluoghi dai vari curatori e consulenti coinvolti. I criteri presi in esame per tali luoghi, sia al chiuso che all’aperto, sono la capienza, l’accessibilità, la disponibilità ma anche l’emozionalità e la bellezza. I risultati del lavoro di mappatura saranno restituiti attraverso una piattaforma in open street map che restituirà una cartografia con una narrativa insolita.

Il team ha inoltre lavorato alla realizzazione degli arredi della scuola e alla sistemazione degli spazi interni ed esterni del Casino Padula, riaperti e riconsegnati all’intera comunità che da parte sua ha già cominciato ad interagire con gli ospiti temporanei di questo luogo. I workshop organizzati oggi con il coinvolgimento del Liceo artistico “Levi”, che mirano anche a sistemare lo spazio esterno al Casino per renderlo un luogo di socialità a disposizione di tutti, sono un esempio delle attività che la scuola metterà in campo per allargare la partecipazione del quartiere e dell’intera città ai processi di Matera 2019.

L’Assessore alle politiche sociali del Comune di Matera, Mariangela Liantonio, ha spiegato che la destinazione di Casino Padula resta sempre quella del Centro polifunzionale per il quartiere di Agna Le Piane, per il quale sono in corso tutte le dovute procedure amministrative per il bando di gestione. La concessione temporanea di tale spazio alla Fondazione Matera Basilicata 2019 come sede dell’Open Design School, dovuta al mancato completamento dei locali nel rione Sassi, si colloca in una logica di riapertura di un luogo destinato all’accoglienza della comunità, per renderlo vivo e produttivo e sottrarlo all’incuria e al vandalismo. “Matera 2019 è un progetto di tutta la città – ho sottolineato l’Assessore – e la presenza di Open Design School, con i suoi giovani e il loro apporto di innovazione e creatività, è un’opportunità per tutto il quartiere di partecipare a tale progetto in maniera diretta e attiva”.

Rossella Tarantino, Manager Sviluppo e relazioni della Fondazione Matera Basilicata 2019, ha spiegato che Matera 2019 punta a legare i luoghi, le persone e gli obiettivi. Per questo Open Design School sarà un luogo aperto da far abitare, in cui autoprodurre, direttamente sul territorio, ciò che sarà necessario per la realizzazione degli eventi del 2019. Proprio in questo spazio verrà ospitato il primo workshop dei Makers e Linkers, i professionisti che lavoreranno rispettivamente sulle produzioni culturali e il coinvolgimento del pubblico in vista e oltre il 2019. Tema del workshop sarà proprio come si costruisce uno spazio di comunità, per far sì che le produzioni di Matera 2019 siano fortemente radicate sul territorio ma abbiano anche un irraggiamento in tutto il mondo.

Palchi e allestimenti in spazio pubblico – biografie dei 16 professionisti selezionati

Antonio Elettrico – architect
Matera
Nato nel 1979, Architetto libero professionista, opera nell’ambito dell’architettura e del design, si laurea in architettura presso l’Università degli Studi di Napoli, Federico II. Nel 2004 partecipa al workshop: ”Anàlisis e intervenciòn en el boulevard Parque de Genil” in Granada. Successivamente intraprende varie collaborazioni professionali con studi tecnici di architettura occupandosi di progettazione architettonica di spazi residenziali, commerciali e dedicati all’ospitalità, in ambito nazionale ed internazionale.
A partire dal 2009 avvia l’attività di libero professionista, dedicandosi in particolar modo alla progettazione d’interni e al design del prodotto con particolare attenzione rivolta alla ricerca, all’innovazione ed alla prototipazione.
Il suo approccio ad una progettazione architettonica intesa come campo di sperimentazione e intersezione di diverse discipline, lo porta a partecipare a progetti di innovazione culturale con vari soggetti a livello locale ed internazionale.

Giulia Finazzi – architect
Genova

Laureata nel 2011 presso l’Università di Architettura di Genova, ha vinto una borsa di studio e ha lavorato a Londra per un anno presso uno studio di Urbanistica, Ricerca e Architettura
per poi tornare a Genova, dove ha lavorato come Architetto libero professionista.
Nel 2014 inizia a collaborare con Joseph Grima e Tamar Shafrir nel nuovo studio Space Caviar, uno studio di Design e Architettura che analizza il rapporto tra arte, politica, tecnologia e sfera pubblica. All’interno di questo collettivo, partecipa a progetti di scala nazionale e internazionale come la Biennale InterieurKortrijk (2015), Fuori Salone del mobile di Milano (2014-2018), Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016, Biennale Saint Etienne (2017) tra gli altri.

Elisa Giuliano – exhibition designer
Alessandria

Elisa Giuliano (Italia, 1990) è un architetto, danzatrice contemporanea ed exhibition designer e vive a Berlino. La sua pratica multidisciplinare si sviluppa tra architettura, performance,
coreografia, exhibition design, scenografia, ricerca e progettazione urbana, investigando come la performance può diventare uno strumento radicale per ripensare l’architettura e i suoi scenari futuri.
Elisa è attualmente parte dello studio di architettura Kuehn Malvezzi. All’interno dello studio si occupa principalmente della ricerca finalizzata alla produzione di pubblicazioni e di mostre, ha recentemente disegnato la mostra Basquiat Boom For Real che inaugurerà a febbraio 2018 alla SchirnKunsthalle di Francoforte e sta assistendo la preparazione del libro che presenterà una vasta selezione dei progetti realizzati da Kuehn Malvezzi.
Nel 2017 Elisa faceva parte dello Studio Lukas Feireiss, che pratica partendo dalla discussione e comunicazione di architettura, arte e cultura contemporanea all’interno di diversi contesti urbani, fondato dal curatore Lukas Feireiss. Si occupava di ricerca, comunicazione, servizi editoriali e curatoriali per la produzione di numerosi progetti tra cui simposi internazionali, mostre e pubblicazioni.
Nello stesso anno Elisa ha partecipato come performer alla produzione BlankPlacard Dance
ideata dalla pioniera della danza postmoderna Anna Halprin. Lo spettacolo era parte del
programma del festival di coreografia berlinese Tanzim August.
Nel 2016 ha condotto una residenza durante la decima edizione del festival internazionale di
danza contemporanea la Biennale di Venezia lavorando come danzatrice al progetto coreografico Danze sulla Debolezza a cura del coreografo Virgilio Sieni.
Nel 1996 Elisa si è iscritta alla sua prima lezione di balletto classico e da quel giorno ha continuato a studiare danza a livello professionale per quindici anni, sperimentando con diverse tecniche di movimento e coreografi. Nel 2011, partendo dall’esigenza di esplorare altre discipline, si è avvicinata allo studio dell’architettura ottenendo la laurea magistrale presso l’Università degli Studi di Genova nel 2016.

Alberto Lago – structuralengineer
Bassano del Grappa

Alberto Lago (1982) e’ un designer freelance con interessi che vanno dal design alla grafica, fino all’arte culinaria. Il suo background formativo spazia dall’architettura all’ingegneria al design, una delle sue grandi passioni insieme al vintage. Ha vissuto e lavorato a San Francisco, Los Angeles, Stoccarda, Milano e Venezia. Alberto ha vinto numerosi premi di design e grafica internazionali e ha esposto i suoi lavori in diversi esibizioni. Ha inoltre pubblicato su varie riviste di design/grafica e scientifiche.
Il processo creativo di Alberto si basa sullo studio dei lavori artigianali in relazione all’utilizzo dei materiali naturali (legno, metallo, ceramica, tessuto e vetro). Il punto di partenza e’ una interazione diretta con artigiani esperti per comprendere le loro passioni, emozioni e sogni. Tutto questo viene usato per informare l’approccio creativo in modo unico. In questo modo, la definizione del progetto non e’ mai il risultato di un percorso definito e diretto, ma, invece, e’ uno sviluppo evolutivo che combina le abilita’ umane con le caratteristiche dei materiali. Il risultato finale e’ un connubio di forme pulite e linee morbide, che definiscono in modo essenziale le funzioni, per dare all’utente nuove esperienze emotive attraverso gli oggetti che circondano la propria quotidianità.

Gabriella Mastrangelo – designer
Taranto

Gabriella Mastrangelo si laurea in Design degli Interni al Politecnico di Milano nel 2009, in seguito si trasferisce a Londra dove lavora per un anno presso uno studio di progettazione specializzato in architettura d’interni e interaction design.
Il suo ritorno in Italia coincide con l’inizio di un percorso di ricerca sullo spazio inteso come luogo di esperienze, di relazione, di partecipazione.
Nel 2011 fonda l’ass. Make People Do Lab, che si occupa di ricerca sul artigianato e territorio attraverso pratiche partecipate di progettazione e didattica informale. Dal 2014 collabora con Entropika, uno studio multidisciplinare con sede ad Atene, in qualità di designer. Nel 2015 è borsista presso il CETMA di Brindisi all’interno del progetto MAIND sui materiali eco-innovativi per le industrie manifatturiere. Da ottobre 2016, è co-fondatrice di Bordo, uno studio di design con sede a Taranto, specializzato in visual e interior design.
I suoi lavori sono stati esposti presso: Elephant&Castle Mini Maker Faire, Londra 2014, hABITAPULIA 2020, Salone del Mobile 2015 ,Next Design Innovation, Salone del Mobile 2016, Puglia CrossingIdentities, Salone del Mobile 2017.

ArtemisPapageorgiu – designer
Athens, Greece

ArtemisPapageorgiou è un architetto, artista multimediale ed educatore che esplora le ripercussioni del gioco e dei media computazionali all’interno del paesaggio urbano. Il suo lavoro comprende installazioni interattive, mobili ibridi e giochi urbani, mirando alla partecipazione attiva del pubblico. Nel 2011, Artemis ha co-fondato AthensPlaython, il primo festival di giochi di strada ad Atene, che ha una durata di tre anni. Nel 2014 ha fondato Entropika, un laboratorio di progettazione interdisciplinare specializzato in interventi urbani ed esperienze ludiche, insieme a programmi educativi su arte, architettura e tecnologia.
I suoi progetti sono stati esposti a livello globale: Salone del Mobile di Milano (2015-2016), Southbank Centre London (2015), PolytechnicMuseum of Moscow (2014), Victoria & Albert MuseumLondon (2010), BenakiMuseumAthens (2010), Eyebeam Center New York (2008).

Davide Tagliabue – artisan
Monza

Nato a Monza nel 1988, è attratto dall’arte sin dai primi anni dell’infanzia.
Nonostante questo, decide di indirizzare i suoi studi nel campo dell’edilizia.
Laureato in Ingegneria Edile-Architettura al Politecnico di Milano nel 2016 dopo il diploma di geometra, ha coltivato nel frattempo un forte interesse per l’architettura temporanea, il design e l’uso del legno nelle sue varie forme che lo hanno avvicinato progressivamente al mondo dell’arte artigianale.

I luoghi di Matera 2019
AnnegretBoenemann – graphic designer
Menden, Germany
Sono una designer, pensatrice e creativa, intenta a creare interazioni significative tra le persone, spesso attraverso ed oltre la tecnologia. Ispirata dalle persone, il mio lavoro si svolge all’incrocio tra design, tecnologia e sociologia.
Ho conseguito un B.Sc. in Print and Media Technologies e un B.A. in Design di Interactive Media all’Università di Wuppertal (Germania) e un M.A. in Design sociale dalla Design Academy di Eindhoven (Paesi Bassi).
Il mio background in entrambe le tecnologie di stampa e design interattivo mi consente di utilizzare una varietà di media che vanno dalla fotografia e dal testo, alla stampa, film, animazioni e applicazioni digitali alle installazioni, come mezzo per trasmettere concetti forti che innescano cambiamenti comportamentali criticando lo stato sociale e proporre alternative.
Accanto ai miei progetti personali, mi piace creare e partecipare a reti di persone multidisciplinari, sia partecipando all’organizzazione e alla realizzazione di eventi, sia insegnando nei campi della mia esperienza.

Silvia Cafora – architect
Milan

Silvia studia architettura tra Milano e Valparaiso in Cile ed ottiene un Master in Arte, Architettura e Città a Roma Tre. Lavora come architetto e designer tra Parigi, Valparaiso e Milano dove apre il suo atelier. I temi che approfondisce sono la dimensione della partecipazione nel progetto, l’abbandono, l’incompiuto e le loro possibilità di resilienza e ri-utilizzo. Esplora il design occupandosi di innovare gli oggetti quotidiani collaborando con artigiani e fab-lab italiani. La open culture è il suo modus operandi.

Pierangelo Laterza – photographer
Montescaglioso

Laureato in Sociologia alla Sapienza di Roma, successivamente inizio il mio percorso nella fotografia dapprima diplomandomi alla Scuola Romana di Fotografia con un master triennale, e poi partecipando all’Academy della Luz Agency a Milano.
Il mio ambito fotografico principale è quello della fotografia documentaria, dell’indagine socio-territoriale e della fotografia di architettura.
Nel 2013 partecipo al progetto Confotografia, residenza collettiva di fotografia urbanistica, architettonica e sociale a L’Aquila; nel 2015 partecipo ad una residenza artistica nell’ambito di un progetto di racconto del territorio della Valle d’Itria; dal 2017 partecipo al progetto di ricerca fotografica MEPh – Matera EuropeanPhotography; nel 2017 contribuisco al laboratorio Progetto Humania – L’arte di narrare paesaggi tenuto a Borgo La Martella, Matera, in collaborazione con il grafico Mauro Bubbico e l’associazione Il Vagabondo; nel 2018 prendo parte all’Open Design School, progetto della Fondazione Matera-Basilicata 2019, partecipando al gruppo di lavoro che si occupa della mappatura dei luoghi in cui
verranno realizzati tutti gli eventi legati a Matera Capitale della Cultura Europea nel 2019.
I miei lavori sono stati pubblicati su riviste italiane ed internazionali quali Domus, Il Fotografo, Interior Design, Boaat Press, Yet Magazine, Blacklie, Progetti, Bob Magazine, Handkerchief, Ark, AD, Divisare, Archilovers, Daily Star, La Repubblica, Sette – Corriere della Sera, Hauser, Maps Magazine.
Ho esposto al festival SiFest di Savignano, al Bitume PhotoFest di Lecce, al Naked City Project di Roma, a Documentaria di Bari, al Festival Fotografia Europea di Reggio Emilia, allo Slideluck di Lecce, al Fotoleggendo di Roma, allo Zines of the Zone – Mobile Library in Tour, al Fahrenheit 39 di Ravenna, al Fruit di Bologna, al Funzilla Rome Photozine Festival, al Micro di Milano, ad ArtBasel di Basilea, a Castelnuovo Fotografia, nelle gallerie Aus+Galerie di Roma, Fonderia 20.9 di Verona, Lo.ft di Lecce
Sono docente dal 2018 del Corso di Fotografia di Architettura e Paesaggio Umano alla Scuola SpazioTempo di Bari.

Rossella Nicoletti – landscape designer
Matera

Nata a Matera nel 1981. Dal 2000 al 2006 ha vissuto e studiato a Milano dove si è laureata presso il Politecnico alla facoltà di Architettura e Società in Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale. Si è formata presso lo studio di urbanistica di Vezio De Lucia (DeA_Società di ingegneria) a Roma, dove ha collaborato alla redazione di molti piani e programmi in alcune città italiane. Ritornata a Matera nel 2014 ha collaborato con l’Università di Basilicata a vari programmi europei. Al momento è membro di “Città
fertile”, un gruppo tecnico interdisciplinare attivo tra la Puglia e la Basilicata, al fin di promuovere processi partecipativi per la progettazione architettonica ed urbana, la pianificazione territoriale, la programmazione strategica, la gestione dei conflitti ambientali. Appassionata di esplorazione urbana, è socio dell’associazione “Il Vagabondo”; per il turismo responsabile, con cui ha scritto e disegnato a più mani “Fuori traccia, insoliti itinerari materani”.

Francesca Raimondi – architect
Policoro

Laureata presso la facoltà di ingegneria edile-architettura di Matera, ha concentrato, sulla città, la sua attività di ricerca e le sue esperienze professionali. Dalla larga scala dell’ Urban Planning, al dettaglio dell’ Exhibition Design, alle sperimentazioni pratiche sui materiali, lavora seguendo i principi dell’Universal design e le sfide della Progettazione Inclusiva e partecipata.

Gustavo Velho – visual designer
Sao Paulo, Brazil

Pur avendo un Master in Studi Culturali e facendo una ricerca di dottorato su Digital Media, ho completamente dedicato la mia carriera alla progettazione grafica. Tornato in Brasile, ho lavorato per la pubblicità e l’industria musicale, partecipando alla produzione dei più grandi festival di San Paolo. Dopo un po’, ho ristretto il mio percorso al cinema, lavorando su concetti visivi, branding e post produzione di film. Dal 2015, ho vissuto nei Paesi Bassi, dove il mio obiettivo principale è quello di sviluppare la massima consapevolezza di Studyportals e di sviluppare e maturare i loro prodotti visivi.

Nella fotogallery la presentazione di Open Design School nella nuova sede della Fondazione Matera-Basilicata 2019 (foto www.SassiLive.it)

 

Lascia un commento